L'Amore e i suoi diversi volti...


vorrei parlare dell'amore in generale, di come nasce, e cercare di spiegare i diversi sentimenti che porta con se...

L’AMORE HA UNA TERZA ETà

Anche se l’amore è fatto di sentimenti che non perdono mai la loro bellezza e non risentono del passare del tempo, nella nostra società il problema affettivo-sessuale dell’anziano viene sottovalutato o addirittura colpevolizzato.

Se la giovinezza è dominata dalla passione e l’età matura dall’amore, la vecchiaia è il tempo della tenerezza, quando si riesce a purificare l’amore dalla passione, che diventa meno corporea e genitale, più sensuale. Il rapporto di coppia diventa un rapporto di reciprocità, basato sul linguaggio del cuore e della stabilità.

La perdita del potere seduttivo, legata alle modificazioni fisiologiche dell’invecchiamento, spinge invece l’anziano che non ha un coniuge o un partner, al progressivo ritiro dalla vita di relazione, il che comporta una grande perdita.

L’amore, infatti, ringiovanisce, sgancia la mentalità dell’età anagrafica, fa perdere il concetto del tempo, fa imparare a vivere meglio anche il presente; a un nuovo saper amare corrisponde un nuovo saper essere.

Purtroppo pregiudizi, impacci e remore inibiscono le storie d’amore degli anziani, che spesso imprigionano i sentimenti per non destabilizzarsi psichicamente. Da anziani non è facile iniziare un amore o un’amicizia; è difficile trovare un partner che viva le stesse emozioni, che abbia fatto lo stesso percorso a ostacoli della vita. 

D’altro canto, le storie d’amore iniziate in gioventù spesso si inaridiscono col tempo, anche a causa dell’impegno eccessivo del lavoro o di altri legami. quando un rapporto dura da anni, si finisce con il trascurare le dimostrazioni concrete e quotidiane dell’affetto. Se poi una coppia è stata insieme soltanto per piacere genitale, se l’unico canale di relazione è stato quello corporeo, assopito il piacere dei sensi non rimane proprio più nulla. Ciò è molto grave per la persona, perchè indifferenza affettiva significa indifferenza alla vita.

Succede che, con l’avanzare dell’età e l’entrata in pensione, gli anziani si  ritrovino spesso anche privati del prestigio sociale, del potere economico e del ruolo di un tempo, accanto alla diminuzione evidente di vigore, forza, prestanza fisica, bellezza, e che questo declino fisico e sociale possa farli sentire inadeguati; di contro, però, hanno una precisa consapevolezza del valore della loro esperienza, di quanto hanno appreso su di sè e sul mondo durante tutta la loro vita. Da una parte, quindi, un sentimento soggettivo, di esigenza d’amore, di potenzialità affettive, dall’altra l’impotenza, il decadimento fisico e tutti gli stati d’animo che comportano: qui, forse, il vero dramma dell’anziano, qui il nucleo del problema del mondo affettivo e relazionale della tarda età.

Ora, in età avanzata, la storia relazionale che ognuno di noi si porta dentro si ripresenta, esattamente come è stata vissuta nel passato: se si è saputo percorrere le strade della ricerca di relazioni affettive autentiche, lo si potrà continuare su questo cammino; se invece, per qualsivoglia ragione, l’amore non ha potuto prevalere, questo atteggiamento si manifesterà con in tutte le sue forme e talvolta con tutta la sua violenza, come avversione nei confronti dei giovani, rabbia nei confronti del mondo, disperazione nei confronti della vita, rancore per il compagno/a,…. 

In questa fase del ciclo vitale, affettività, amore, possono dunque, con la loro intrinseca carica, infondere nuova linfa vitale ad un’esistenza già al tramonto, ma possono anche esercitare una forza disgregante sulla possibilità di una loro realizzazione. Infatti, il pensiero della morte senz’altro più vicina può conferire all’affettività e all’amore il carattere o di un’esperienza estrema, se vogliamo di un’ultima occasione da valorizzare, o di una rinuncia, di un definitivo annullamento di sè e, quindi, anche delle possibilità di relazioni con altri. 

Ad una lettura più profonda, constatare che si è giunti alla terza età pone l’individuo in una pesante crisi esistenziale; come ogni crisi della vita, anche questa, forse più delle precedenti, porta con sè momenti che riattivano conflitti non risolti, ansie, depressioni, lutti, bisognosi di un ulteriore elaborazione per poter operare nuove scelte, individuare nuove direzioni, per poter, in definitiva, completare la propria identità.

Tutto questo non è semplice, e, come in ogni momento di passaggio, a volte richiede un sostegno, un vero e proprio aiuto esterno, per arrivare ad accettare i propri limiti, ora accentuati e definiti dal trascorrere del tempo, dall’idea della morte imminente e della responsabilità della propria vita passata.

La plasticità della vita psichica, ben peggiore di quella fisica, permette di poter affermare che, anche se si è giunti alla terza o quarta età, no tutto è perduto. Il mondo interno affettivo, infatti, non è un retaggio immutabile che vincola al passato, ma mantiene attiva la possibilità di elaborare e di integrare i sentimenti di odio e di amore nei confronti delle persone che hanno assunto e che assumeranno un ruolo significativo nella propria vita. Anche se un individuo ha dovuto vivere esperienze traumatiche, un’infanzia infelice, se, in generale, non è riuscito a introiettare sentimenti di fiducia rispetto alle relazioni affettive, può comunque intraprendere questo cammino adesso, da anziano, facilitato, forse, dall’urgenza del minor tempo a disposizione, che consente di sfrondare da sè e dalle proprie esperienze tanti atteggiamenti inutili e superficiali.

Spesso, ad esempio, si può osservare che nella vecchiaia ognuno recupera un pò della dimensione accantonata dall’altro sesso: pensiamo al piglio più direttivo, più deciso, che la donna in età avanzata per lo più assume rispetto a prima, mentre negli uomini anziani emerge una maggiore passività, un atteggiamento più bonario.

Questo, è vero, può turbare: gli uomini possono spaventarsi per emergere in loro di un lato “femminile” sconosciuto ed estraneo fino ad allora; le donne anch’esse possono sentirsi nel profondo preoccupate da questo loro aspetto finora nascosto, più maschile, più aggressivo, più competitivo. Ma riuscire ad accedere a ad integrare in sè questi nuovi aspetti, consente di aprire orizzonti relazionali e di recuperare dimensioni affettive.

I matrimoni tra persone con più di 65 anni sono rari non soltanto per i condizionamenti culturali e familiari negativi, ma anche per l’eventuale peggioramento della situazione economica dovuta alla perdita della pensione di reversibilità.

Fra le motivazioni che spingono l’anziano verso un partner. Giocano bisogni quali la compagnia, il fare assieme le cose che piacciono, il sentirsi ancora utili, il venire assistiti in certi momenti difficili.

Per tali ragioni i matrimoni in età avanzata sono consigliabili.

Purtroppo vi sono persone legate ai fantasmi del passato che non riescono a innamorarsi nuovamente. E’ vero che non si possono impedire certe perdite affettive, però si può reagire col ricercare e vivere nuovi rapporti che ci cicatrizzino l’angoscia dei precedenti finiti nel dolore.

Il matrimonio tra anziani può comportare anche alcuni pericoli, tra cui il confronto del nuovo coniuge col modello perfetto di quello precedente (ipermnesia patologica: ricordare i particolari di un rapporto affettivo e proiettare le ombre del passato sul presente e quindi su tutti i possibili partner che si incontrano). La separazione o il divorzio tra anziani sono eventi pericolosi, perchè maggiormente destabilizzanti rispetto alle coppie di giovane o media età. 

BIBLIOGRAFIA:

Sito: www.wikipedia.it e sitologia varia

Immagini ricercate tramite www.google.it sezione immagini

GLI EFFETTI DELL’AMORE

Le emozioni, i sentimenti, l’amore, gli stati d’animo, sono da sempre considerati misteriosi e indipendenti dai meccanismi biologici. In questi ultimi anni, le neuroscienze stanno dimostrando che in realtà dipendono da particolari reazioni biochimiche che avvengono nel nostro corpo, attraverso l’azione di specifiche sostanze, gli ormoni, che immessi nel sangue, si lasciano trasportare, attraverso l’organismo. Durante questo viaggio gli ormoni vengono riconosciuti e catturati da particolari molecole denominate recettori, al fine di acquisire il massaggio da consegnare alle cellule di destinazione che, in risposta attivano determinate azioni.

Anche se non è noto il meccanismo che li scatena, tutti siamo in grado di riconoscere quando insorge lo tsunami. Il cuore accelera, le pupille si dilatano, le gambe tremano, lo stomaco rifiuta il cibo. La responsabilità di questi turbamenti è dell’Adrenalina, molecola generata dalla paura e dal timore. L’Adrenalina è un neurotrasmettitore prodotto dal surrene, il cui fine è di segnalare interesse e attrazione, mentre responsabile dell’emozione che si manifesta, a volte con bocca secca e sudorazione delle mani, è la Noradrenalina, prodotta dalle ghiandole surrenali. Responsabile del senso di benessere e dell’effetto euforizzante dell’amore che ci avvolge, quando abbiamo vicino la persona che è il sogno dei nostri desideri è l’Endorfina, prodotta dall’Ipofisi; è lei che offusca la memoria, ci impedisce di dormire, ci fa persino dimenticare di mangiare.

Tuttavia l’amore è anche impulsività passionale innescata dalla Dopamina (molecola dell’impeto e del fervore), il neurotrasmettitore che risveglia la voglia di gradire e di reiterare quei comportamenti quei comportamenti che procurano piacere.

Un’altro ormone che subentra nella fase dell’innamoramento è l’Ossitocina, prodotta dall’ipofisi.

L’ormone una volta liberato sprigiona i suoi effetti benefici: regola la temperatura corporea, controlla la pressione sanguigna, alza le difese immunitarie. Il ruolo dell’Ossitocina è di fare da “collante” nei legami affettivi che si instaurano tra le persone, infatti l’ormone stimola effetti antistress, di attaccamento, mentali, sensoriali,….

E’ impossibile non mostrare il benessere, perché si diventa diversi, una maggiore forza e determinazione guida le azioni, perché ci viene data la carica da un cocktail d’ormoni che comprende Noradrenalina, Ossitocina, Dopamina, Testosterone, è il tutto che ci dona sensualità, dolcezza, socialità, determinazione. Tuttavia, per fortuna interviene la Serotonina per ristabilire un minimo equilibrio psicologico, necessario per domare in parte l’effetto delle emozioni, scatenate dalla passione dell’amore, che ci fanno capire di essere innamorati.

Il controllo del desiderio e degli affetti è nel Sistema Limbico, Talamo, Ipotalamo e Ippocampo, cioè la parte istintiva del cervello che non può essere controllata dalla coscienza, ma al verificarsi di determinate condizioni iniziano ad inviare messaggi all’Ipofisi che scatena la tempesta ormonale, senza chiedere il consenso alla nostra volontà. Tuttavia l’individuo, mediante la Corteccia, elabora questa emozioni istintive trasformandole in pensieri che, procurandogli sensazioni piacevoli, lo proiettano verso il futuro. In altri termini, non è l’innamoramento che produce emozioni, ma sono questa serie di reazioni fisiche, modulate dai messaggeri chimici, che attraverso l’emozioni comunicano alla coscienza che vi è un interesse istintivo erotico-sentimentale, verso un potenziale partner.

Si è innamorati solo se lo desidera la memoria emotiva, perchè sono i suoi ricordi che rendono importante la scelta, la presenza e il bisogno dell’altro, mediante l’accensione dei centri del piacere, che inondano l’organismo di Feniletilamina (ormone della felicità), che attiva nel cervello dell’innamoramento le aree neuronali che rispondono alla Dopamina, in modo da trasformare in gratificante tutto ciò che riguarda l’altro. E’ questa inondazione che produce la sensazione di felicità, di eccitazione e di piacere, provoca un benessere diffuso, euforia, infaticabilità e mancanza di appetito. Infatti, quando si è innamorati, la Feniletilamina viene prodotta in quantità industriale, ha un effetto stimolante sul sistema nervoso centrale, contribuisce ad aumentare la frequenza delle pulsazioni e la pressione sanguigna, accresce il desiderio e la gratificazione sessuale. Per questi motivi è detto anche l’ormone della felicità.

La Feniletilamina è normalmente prodotta dal nostro organismo, ma quando supera determinati livelli, risveglia il desiderio il bisogno di un legame affettivo. La Feniletilamina, crescendo in quantità, favorisce il rilascio della Dopamina, la cui principale funzione di diffondere una sensazione di appagamento, ma indirettamente provoca anche euforia, entusiasmo, eccitazione e riduzione dell’appetito. Questo stato obbliga il cervello a produrre la Noradrenalina, che diffondendosi nel sistema limbico e soprattutto nell’ipotalamo, pone in preallarme il sistema di risveglio del desiderio e dell’eccitazione sessuale. L’Adrenalina entrando in circolo, aumenta il battito cardiaco, la respirazione, la pressione sanguigna e in alcuni individui può anche generare uno stato d’ansia, dovuta al timore di risvegliarsi da un romantico e dolce sogno d’amore.

Quindi mentre la Feniletilamina accede il desiderio, la Dopamina crea l’esaltazione febbrile dell’eros, l’Ossitocina favorisce l’attaccamento, al fine di far durare nel tempo la relazione. Il Testosterone che cresce, attiva il desiderio sessuale, mentre le Endorfine apportano soddisfazione, calma e riduzione dell’ansia, al fine di attenuare l’esaltazione dell’innamoramento. L’aspetto più interessante di questa tempesta è che mentre la passione iniziale coinvolge le aree celebrali collegate alla gratificazione e agli istinti, i sentimenti sollecitati da una relazione stabile attivano le aree del cervello, sede dell’emozioni. Ciò conferma che i sentimenti connessi all’amore cambiano nel tempo per effetto dei processi neurobiologici. Questo processo di modulazione ormonale è inevitabile, in quanto l’organismo nel suo insieme non può tollerare gli squilibri, per cui cerca di attenuare gli effetti eccitanti indotti dall’esplosiva miscela ormonale.

Purtroppo o per fortuna la dinamica delle emozioni non svela l’essenza dell’amore, non ci consente di capire come si accende quella scintilla che cambia l’esistenza.

Non sappiamo, in modo certo, se scegliamo una determinata persona per istinto, seguendo un manuale biologico, oppure se le nostre scelte dipendono dall’educazione e dall’esperienza.

“….per la felicità dei poeti non è stato ancora scoperto l’antidoto contro il virus dell’amore, per cui tutti possiamo ancora continuare a sognare…..” 


BIBLIOGRAFIA:

Sito: www.wikipedia.it e sitologia varia

Immagini ricercate tramite www.google.it sezione immagini.

Questo video ascoltandolo fa suscitare, almeno in me, ricordi, piccoli istanti e gesti che l’amore mi ha fatto vivere…spero riesca a farvi lo stesso effetto….

Fonte: http

       

[…]

Sei come il mare tu culli le stelle

sei il campo d’amore tu unisci e separi 

i folli e gli amanti

Sei la fame il pane la sete la grande ebrezza

E l’ultimo connubio tra sogno e virtù

                                                                            -Paul Eluard-

L’amore è fantasia. Regalare richiede fantasia. C’è fantasia in ogni piccolo gesto che si compie per conquistare o stupire la persona amata. L’amore è passione. La passione è il carbone dell’amore e senza di essa non si può ardere. L’amore è anche egoismo. Si vorrebbe la persona mata tutta per se. L’amore è un dono e una conquista. Tutti ci siamo innamorati nella vita, quante volte è stato amore vero e ricambiato? Si dice che bisogna accettare le altre persone per quello che sono, ma io accetto me stessa? Prima di amare devo amarmi…..   

L’amore è fantasia. Regalare richiede fantasia. C’è fantasia in ogni piccolo gesto che si compie per conquistare o stupire la persona amata. L’amore è passione. La passione è il carbone dell’amore e senza di essa non si può ardere. L’amore è anche egoismo. Si vorrebbe la persona mata tutta per se. L’amore è un dono e una conquista. Tutti ci siamo innamorati nella vita, quante volte è stato amore vero e ricambiato? Si dice che bisogna accettare le altre persone per quello che sono, ma io accetto me stessa? Prima di amare devo amarmi…..   

“Amore non vuol dire impossessarsi di un altro per arricchire se stesso, bensì donarsi ad un altro per arricchirlo” 

                                                                                             M. Quoist